Vulcani, attenzione alla differenza tra spento e quiescente
Vulcani attenzione alla differenza tra spento e quiescente

L’Italia è senza dubbio terra di Vulcani: celebre in tutto il mondo il Vesuvio, che rappresenta l’icona di un intero popolo, ma anche l’Etna che sovrasta Catania e spesso e volentieri la imbianca con la sua cenere.

La differenza tra i due vulcani è lampante: mentre l’Etna ha un’attività costante, con l’ultima eruzione solamente qualche giorno fa, al contrario il Vesuvio da diversi decenni ha smesso anche di fumare e quindi di dar segno di vita.

Un vulcano spento, quindi?

Niente affatto: bisogna fare molta attenzione alla differenza tra un vulcano estinto ed uno quiescente.

I vulcani estinti sono quelli la cui ultima eruzione risale ad oltre 10 mila anni fa: tra i principali si ricordano i vulcani Salina, Amiata, Vulsini, Cimini, Vico, Sabatini, Isole Pontine, Roccamonfina e Vulture.

I quiescenti sono invece vulcani attivi che hanno dato eruzioni negli ultimi 10 mila anni e che attualmente si trovano in una fase di riposo. In questi vulcani la camera magmatica si riempie comunque di magma, anche se solo parzialmente, non abbastanza quindi per eruttare.

Per di più, nonostante si trovino in un periodo di “riposo“, questi vulcani manifestano comunque numerosi fenomeni tipici del vulcanismo secondario come le fumarole vulcaniche o i terremoti di piccola o moderata intensità.

Ricordiamo che, dopo la celeberrima eruzione del 79d.c. che distrusse completamente Pompei e i paesi limitrofi, il Vesuvio dal 1600 ad oggi ha avuto almeno una cinquantina di eruzioni documentate e l’ultima risale al 1944.

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