Per l’Ilva è ora di spegnere l’Altoforno 2

Eleonora Gitto

Nella giornata di ieri almeno mille operai delle acciaierie di Taranto sono scesi in piazza Santi Apostoli a Roma insieme ai lavoratori delle altre crisi industriali vecchie e nuove, provando a giocarsi il tutto per tutto per non perdere il posto di lavoro.

Se non si troverà un accordo tra ArcelorMittal e il governo, infatti, altri 4.800 operai su 10.700 dipendenti dovranno lasciare le acciaierie.

Ma purtroppo proprio ieri sera è arrivata l’ennesima brutta notizia: a sorpresa,  il giudice del dibattimento, Francesco Maccagnano, ha negato la proroga chiesta da Ilva in amministrazione straordinaria per l’uso dell’altoforno 2 al fine di fare gli ulteriori lavori di sicurezza.

Con la proroga negata, essendo tra due giorni la scadenza per mettere a norma l’altoforno, l’impianto rischia ora il nuovo sequestro e il riavvio del cronoprogramma per lo spegnimento.

Secondo il magistrato l’impianto al momento non è sicuro per gli operai e concedere i mesi richiesti per procedere all’ultimazione della messa in sicurezza significherebbe far prevalere il diritto alla produzione sul diritto alla salute.

Il futuro, quindi, è quanto mai incerto. Per ora non resta che attendere la riunione che il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato per domani riunendo i sindacati e i commissari dell’azienda in amministrazione straordinaria.

foto@Flickr

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