Coltivazioni idroponiche: quali fertilizzanti scegliere?

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Le coltivazioni idroponiche, dette anche “fuori suolo”, sono sempre più diffuse sia in contesti di produzione su larga scala, sia in ambito domestico. I loro vantaggi sono diversi e comprendono, in primo luogo, la possibilità di usare in maniera più efficiente lo spazio che si ha a disposizione, per non parlare di un controllo migliore sulle sostanze nutritive.

Proprio di queste ultime si parlerà nelle prossime righe di questo articolo. Nel momento in cui ci si approccia alle coltivazioni idroponiche, la scelta dei giusti fertilizzanti biologici diventa ancora più importante (qui un approfondimento) rispetto a quando si opera con altre tecniche. Ricordiamo infatti che, nelle situazioni a cui sono dedicate queste righe, non c’è la terra da cui trarre nutrimento.

Le piante, quindi, fanno riferimento innanzitutto ai micro e ai macronutrienti contenuti nei concimi. Quali sono i migliori? Scopriamolo assieme nei prossimi paragrafi.

Agricoltura idroponica: i nutrienti necessari

I nutrienti necessari quando si ha a che fare con le coltivazioni idroponiche sono soprattutto tre. Si tratta di azoto, fosforo e potassio. Nei fertilizzanti destinati alle coltivazioni idroponiche dovrebbe essere sempre presente l’azoto in quanto, grazie alla sua azione, è possibile apprezzare una crescita ottimale delle foglie della pianta.

Inoltre, il ruolo dell’azoto è fondamentale per la corretta pigmentazione di queste ultime (qui un approfondimento per saperne di più). Ci si accorge subito se nel concime utilizzato per fertilizzare le proprie piante manca l’azoto. Le foglie, in sua assenza, appaiono gialle e cadono.

Proseguendo con l’elenco dei compiti degli altri nutrienti necessari nei concimi delle coltivazioni idroponiche, troviamo il fosforo, nodale per via della sua capacità di massimizzare la crescita delle infiorescenze. La sua presenza è importantissima anche per lo sviluppo dei rami e delle radici.

Entrando nel vivo del ruolo del fosforo, facciamo presente il suo essere decisivo in particolare durante la fase di fioritura delle piante coltivate in substrato inerte.

Per quanto riguarda invece il potassio, il suo ruolo nell’ambito della fertilizzazione delle piante coltivate con tecnica idroponica è legato alla sintesi delle proteine e, di riflesso, al corretto sviluppo delle radici.

Gli altri nutrienti da utilizzare

L’azoto, il fosforo e il potassio sono i tre macronutrienti base da considerare quando si fertilizzano le coltivazioni idroponiche. Non sono però gli unici. Da ricordare, infatti, è anche il ruolo prezioso del calcio, del manganese, dello zinco, del molibdeno, del boro e dello zolfo.

L’importanza del pH

 Un altro aspetto da considerare quando ci si chiede come fertilizzare al meglio le piante coltivate con tecnica idroponica riguarda il pH del substrato e del concime. Il valore ideale è compreso tra 5,5 e 6,3. Se proprio si deve andare oltre i range per eccesso, si può arrivare fino a 6,5. Per quanto riguarda invece il valore minimo, ricordiamo che 4,5 è la soglia sotto la quale non si dovrebbe mai andare.

Per evitare problemi con l’acidità o l’alcalinità del substrato, gli esperti consigliano di focalizzarsi per quanto possibile su fertilizzanti con pH stabile. Per ottimizzare questo parametro, è nodale anche la temperatura della grow box, che dovrebbe essere mantenuta sotto i 30°C. Per quel che concerne l’umidità, invece, il valore limite è il 50%.

Fertilizzanti home made

Quando si coltiva con tecnica idroponica a casa, si possono realizzare dei fertilizzanti home made. Uno dei più efficaci è quello che vede in primo piano il ricorso a un ingrediente a dir poco speciale, ossia l’alga marina. Dopo aver immerso le alghe in acqua e averle lasciate fermentare alla luce solare, prima di dare il via al processo di miscelazione nel serbatoio di alimentazione bisogna aggiungere il sale Epsom (un cucchiaino da caffè per ogni litro di liquido). Anche in questo caso, i livelli di pH dovrebbero essere mantenuti tra 5,5 e 6,3.

Un altro fantastico fertilizzante home made per le piante coltivate con tecnica idroponica è la cenere di legno. Per ottenere risultati soddisfacenti con le piante, è importante usarla fredda.

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