Milano, Sala vuole dire addio allo smart working

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Migliaia di uffici ed imprese in tutta Italia sono state costrette, da un giorno all’altro, a ricorrere allo smart working, viste le stringenti misure di contenimento imposte a seguito dello scoppio dell’epidemia di Coronavirus.

Le prime settimane non sono state facili per nessuno, ma poi si sono cominciati a notare e a sottolineare gli indubbi vantaggi di questa modalità di lavoro agile, che già è diffusissima in molti paesi del mondo.

Si sta discutendo, quindi, sulla possibilità di affiancare perennemente lo smart working al tradizionale lavoro in ufficio, ma c’è un detrattore: il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“A mio giudizio oggi è il momento di tornare a lavorare”, ha sottolineato il sindaco Sala, nel consueto video sulle sue pagine social parlando del rientro al lavoro dopo il lockdown e della fine dello smart working.

“Un consiglio mi sento di darlo: sono molto contento del fatto che il lockdown ci abbia insegnato lo smart working, e ne ho fatto ampio uso in Comune, ma ora è il momento di tornare a lavorare, perché l’effetto grotta per cui siamo a casa e prendiamo lo stipendio ha i suoi pericoli”, ha aggiunto.

Sala ha poi parlato anche dell’emergenza lavoro, citando un pezzo di Giovanni Belardelli sul Corriere della Sera. “E’ il caso di guardare in faccia la realtà dove, soprattutto per le parti più deboli i giovani e le donne, c’è una seria ipoteca per il loro futuro. E dobbiamo occuparcene. Non ho ricette auree, sto cercando di fare il possibile per ridurre la perdita di lavoro nella mia città e, anzi, per creare nuove occasioni di lavoro”, ha chiosato.

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