Uragano, ciclone, tornado: “sottili” ma importanti differenze

Eleonora Gitto

Il nostro paese non è interessato spesso da fenomeni atmosferici disastrosi quali cicloni ed uragani, per nostra fortuna aggiungiamo noi, visto che lasciano ben poco sul loro cammino e già lo stivale, negli anni, ha avuto a che fare con la forza distruttiva della natura.

Non conoscendoli in modo diretto, spesso usiamo impropriamente un termine piuttosto che un altro, ma in realtà che differenza c’è tra tornado, uragano e ciclone?

Partiamo con i cicloni, che sono definiti come tempeste violente, associate ad un moto di traslazione con un centro di bassa pressione.

Il suo senso di rotazione è antiorario nell’emisfero nord e orario in quello sud, per effetto della rotazione terrestre.

I cicloni si distinguono in tropicali ed extra-tropicali: i primi sono molto più intensi dei secondi e di minore durata e provocano venti di straordinaria violenza.

Per il sistema meteorologico giapponese si misurano su una scala di quattro livelli di intensità, da depressione tropicale a tifone, mentre l’Osservatorio di Hong Kong ne usa con tre, da tifone a super-tifone, e in India i livelli possibili sono sette.

Il tornado è invece una tromba d’aria di limitata estensione ma distruttiva. La sua velocità media è di circa 50 km/h, mentre la durata del fenomeno è di soli pochi secondi. Se i venti si mantengono sotto i 117 km/h si parla di tempeste tropicali e non di uragani.

L’uragano riguarda invece perturbazioni tropicali ma che colpiscono i Caraibi e gli Stati Uniti meridionali. Secondo la Scala Saffir-Simpson, gli uragani vengono classificati in cinque categorie a seconda della pericolosità.

Se i venti di un uragano raggiungono la velocità di 179 chilometri orari, la tempesta diventa “uragano intenso”.

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