I fornitori di energia pulita

Redazione

I fornitori di energia pulita. Chi sono e qual è l’energia pulita?

Può l’energia pulita identificarsi con le rinnovabili? Probabilmente sì, ma bisogna fare alcune precisazioni. Innanzitutto non esistono energie pulite in senso assoluto, esistono energie più pulite delle altre; ma è evidente che quando si produce energia, comunque si rilascia nell’ambiente qualcosa.

Ma a fare la differenza è ciò che si rilascia e la quantità. Se parliamo di carbone e petrolio, l’inquinamento atmosferico è grande e il danno che si arreca all’ambiente, e quindi alla vita di tutti i giorni, è notevole. Se parliamo invece di energie alternative o rinnovabili il discorso cambia, a e anche in maniera considerevole. Prendiamo ad esempio l’energia prodotta dal fotovoltaico.

In questo caso la luce viene trasformata in energia elettrica, e sembra essere tutto a posto in termini di inquinamento; in realtà, alla fine del discorso restano i pannelli solari e simili, che attualmente sono fatti fondamentalmente di silicio, il quale in qualche maniera dovrà essere smaltito. Nulla di particolarmente grave e inquinante, tuttavia il problema esiste e va affrontato nel migliore dei modi.

Fortunatamente esistono anche molte altre modalità di produzione di energia riconducibili alle energie rinnovabili. Oltre al già sperimentato sistema dell’energia eolica, possiamo considerare le biomasse e addirittura lo sfruttamento del mare in termini di maree e di onde. Sembra fantascienza, eppure la tecnologia è arrivata anche a ipotizzare e a mettere in pratica sistemi in grado di produrre energia sfruttando il movimento naturale dell’acqua anche nel mare.

Al momento pare che l’impulso iniziale delle energie rinnovabili sia un po’ in calo, visto che sono praticamente terminati i contributi messi a disposizione dallo Stato in caso per l’installazione di impianti di energie rinnovabili. Tuttavia i benefici in termini di detrazioni fiscali esistono ancora, e se, insieme alla coscienza ecologica, decidiamo di farci due conti, magari scopriamo che se consumiamo molta energia elettrica un impianto fotovoltaico sul tetto della nostra casa conviene sempre.

A ciò si deve aggiungere che con la liberalizzazione del mercato dell’energia, le offerte che ci arrivano quotidianamente per le nostre bollette sono tante e le più diversificate. Sono lontani i tempi nei quali si parlava di Enel a livello generale e delle varie aziende municipalizzate che funzionavano nelle città più grosse. Ora la concorrenza è spietata, sia in termini di prezzi sia di qualità del servizio, per cui non è raro imbattersi in due o tre offerte anche nell’arco di una giornata, provenienti da un fornitore di energia.

In giro vediamo addirittura delle offerte che parlano di rispetto totale dell’ambiente e fornitura di energia derivante al 100% da energie rinnovabili. Sul tema, Luca Iacoboni, responsabile Energia e Clima di Greenpeace, ha delle forti perplessità. Sostanzialmente per Iacoboni non cambia nulla.

Dice Iacoboni:Le offerte di energia 100% rinnovabile attirano i clienti, ai quali sembra che stipulare questo tipo di contratti porti ad aumentarne la produzione, quando in realtà al consumatore ivene destinata una quota di energia che l’azienda ha già: sottoscrivere questi contratti non cambia nulla, perché il mix energetico e l’assetto produttivo restano gli stessi di prima”.

Si esprime invece un grande gestore in questi termini: “Il senso di un’offerta 100% rinnovabile è quello di sensibilizzare il consumatore verso il rispetto dell’ambiente, partendo dalla produzione esistente. Lo stimolo a sviluppare più fonti rinnovabili si ottiene da un incremento della domanda di energia rinnovabile”.

Tuttavia Luca Iacoboni, dal canto suo, prosegue col suo ragionamento: “Se un giorno le aziende non riuscissero più a coprire i kilowattora dei contratti per l’energia rinnovabile, dovrebbero aumentare la produzione, ma è un’ipotesi remota: già oggi la produzione da rinnovabili in Italia è più elevata del consumo residenziale. Inoltre, se le aziende volessero veramente far crescere le rinnovabili, dovrebbero almeno investire i guadagni di questi contratti nel settore; mi piacerebbe sapere se lo fanno“.

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