Impianto geotermico come funziona e che cos’è

Impianto geotermico come funziona, che cos’è  e quali sono i vantaggi?

Il futuro è delle energie rinnovabili, non c’è dubbio. Dalla legna al carbone fino all’impianto geotermico il passo non è breve, ce ne rendiamo conto. Tuttavia l’inquinamento prodotto dai vecchi impianti a combustione fossile è ancora notevole, soprattutto nelle grandi città.

A inquinare l’aria non sono solo le fabbriche o le auto; per una gran parte l’inquinamento dipende dagli impianti di riscaldamento. Perciò più ci rivolgiamo a impianti non inquinanti, più la nostra salute ne risente positivamente.

L’energia più pura e green che abbiamo a disposizione per riscaldarci proviene semplicemente dalla nostra stella di riferimento, il sole. Ma specialmente d’inverno da sola non basta, e allora bisogna che ci inventiamo qualcosa di efficace e non inquinante. Niente camino, legna, carbone, dunque, e nemmeno stufette elettriche che non fanno risparmiare troppo. Possiamo utilizzare la caldaia a metano, certo, ma possiamo anche sperimentare qualcosa di nuovo.

Per esempio, se abbiamo sentito parlare di impianto geotermico, che non solo riscalda d’inverno, ma è in grado di raffrescare convenientemente gli ambienti d’estate, facciamoci un pensierino. Cominciamo a vedere cos’è esattamente e come funziona. Gli impianti geotermici a bassa temperatura sono diffusi soprattutto negli States, in Canada, nel Nord Europa, per quanto riguarda gli ambiti residenziali. Da noi, tranne rare eccezioni, la tecnologia purtroppo ancora non ha preso piede, anche se la gente sta acquisendo coscienza della bontà di queste installazioni green.

Impianto Geotermico come funziona

Impianto Geotermico come funziona

Si tratta in sostanza di produrre acqua calda d’inverno e acqua fresca d’estate. Una caldaia e un condizionatore riuniti in un unico impianto, per fornire una temperatura equilibrata. Con un buon impianto geotermico non c’è bisogno normalmente di altre apparecchiature di supporto. Ma come funziona e da cosa è costituito? Gli elementi fondamentali di questi impianti sono:

  1. a) un sistema di captazione del calore costituito normalmente da tubature in polietilene che funzionano come scambiatori di calore, utilizzando l’energia termica che si trova nel sottosuolo o anche nell’acqua. I tubi sono interrati verticalmente nel terreno a una determinata profondità; in questo caso si chiamano sonde verticali. Possono altresì essere posizionati orizzontalmente a solo un paio di metri di profondità (sonde orizzontali). Se si utilizza l’acqua come sorgente di calore, bisogna installare sonde verticali.

 

  1. b) Una pompa di calore geotermica installata all’interno degli edifici. Questa è in sostanza il vero cuore dell’impianto, infatti, permette di trasferire il calore presente nel terreno o nell’acqua verso l’ambiente interno nella fase di riscaldamento e di invertire il ciclo nella fase di raffrescamento.

 

  1. c) Un sistema di accumulo e distribuzione del calore. Questi impianti si caratterizzano per lavorare con terminali di raffrescamento e riscaldamento che funzionano a basse temperature, tipicamente dai 30 ai 50 gradi centigradi, come per esempio i pannelli radianti. I pannelli radianti sono probabilmente la soluzione migliore perché d’inverno fanno circolare l’acqua calda a circa 30-35 gradi, mentre d’estate fanno circolare l’acqua fresca a circa 18-20 gradi.

 

Poi deve essere presente un serbatoio di accumulo per l’acqua, indispensabile per immagazzinare il calore e distribuirlo negli ambienti. E’ possibile l’integrazione con impianti solari termici o caldaie, proprio grazie al serbatoio di accumulo. Tuttavia, prima di far costruire un impianto geotermico, dobbiamo verificare il tipo di terreno che abbiamo a disposizione e, nel caso, far effettuare una indagine di tipo geologico per appurare se il terreno consenta la fattibilità tecnica dell’impianto.

Ovviamente l’installazione di un sistema geotermico è consigliata in fase di realizzazione degli immobili. In questo caso avremo un risparmio non indifferente sui costi. Si può anche realizzare in fase di ristrutturazione dell’edificio. La manutenzione è minima e gli impianti durano normalmente decenni. Il risparmio è notevole rispetto a un sistema a caldaia a metano. Gli impianti al momento beneficiano di una detrazione fiscale del 65% sul costo dell’intera realizzazione.

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