5 curiosità sulla luce che forse non conosci ancora

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Stiamo affrontando un’epoca storica del tutto particolare, dove lo spettro della guerra e una situazione geopolitica continuamente in bilico stanno creando confusione e preoccupazione, non solo sui cittadini, ma anche sulle economie di tutto il mondo. Non è un caso che, tra l’altro, si stiano verificando dei continui rincari nel prezzo di gas ed energia: quindi, non deve stupire come sempre più famiglie usino un comparatore luce e gas per individuare la tariffa più conveniente. Proprio considerando la luce come un elemento fondamentale per le nostre vite, diamo uno sguardo a cinque curiosità che non forse non conoscevate circa l’illuminazione.

Antichi Egizi e le lampade a gas

Probabilmente sono in pochi a sapere che gli Antichi Egizi si possono considerare come una tra le prime popolazioni che sviluppò un sistema di illuminazione naturale. Si tratta di un meccanismo che veniva impiegato spesso e volentieri per poter vedere all’interno delle piramidi mentre venivano costruite e, in seguito, anche per poter incidere disegni e scritte su di esse.

Un sistema, quello sfruttato dagli Antichi Egizi, che prevedeva l’impiego di un particolare meccanismo a specchi. Questo popolo era solito sfruttare delle lastre di bronzo oppure realizzate in altri materiali, che venivano levigate alla perfezione, con l’obiettivo di direzionare la luce che proveniva dall’esterno e poi fare in modo che fosse riflessa contro le pareti esterne delle piramidi. Non solo, dal momento che gli Antichi Egizi sfruttavano piuttosto di frequente anche le lucerne a olio, in cui era presente uno stoppino che andava a pescare l’olio combustibile.

L’invenzione delle tribù celtiche

È proprio a queste popolazioni che si fa risalire lo sviluppo della prima candela. Ebbene, non è un caso che, durante l’epoca medievale, proprio le candele erano uno dei sistemi di illuminazione maggiormente diffusi, ancor di più in confronto alle lampade a olio. Nel momento in cui queste due tipologie di candele vennero dotate di un manicotto realizzato in metallo, ecco che si iniziarono a diffondere in modo consistente anche presso l’illuminazione pubblica.

L’arrivo dell’illuminazione a gas

L’uso dei gas combustibili per quanto riguarda l’illuminazione si fa risalire all’idea del chimico di origini francesi Filippo Lebon. Quest’ultimo riuscì a produrre del gas infiammabile sfruttando la distillazione del legno, potendola poi impiegare sia come strumento di illuminazione che per il riscaldamento.

In seguito, fu la volta di Williams Murdoch, un ingegnere nato in Scozia, che decise di usare il carbone fossile al posto del legno. La prima applicazione venne proposta per garantire l’illuminazione dell’officina di Watt e Boulton, così come una vicina filatura di lino. Con il passare del tempo si diffusero sempre di più in ambito cittadino, fino a essere impiegate nei lampioni che si trovano per le strade urbane.

L’evoluzione ottocentesca nel campo dell’illuminazione

Si può far risalire al 1813 la prima volta in cui venne usata una lampada elettrica, grazie ad Humphry Davy. Un sistema che, rispetto a quanto si potrebbe pensare, non fu così tanto foriero di successo. Non a caso, la prima applicazione a tutti gli effetti della lampada elettrica è strettamente correlata a Wilson Swan. Quest’ultimo, infatti, nel corso del 1878 lanciò un’invenzione straordinaria, ovvero la lampada a incandescenza. La primissima lampadina di questo tipo venne creata con un bulbo di vetro vuoto, in cui si trovava un filo di carbonio che permetteva l’attraversamento della corrente.

Lo zampino di Thomas Edison

Le varie problematiche connesse all’uso della lampada a incandescenza vennero risolte da Thomas Edison, che tutti conosciamo. Correva il 1879, infatti, quando quest’ultimo portò a brevettare un innovativo sistema di illuminazione, dotato di un filamento molto sottile e una resistenza elettrica davvero di altissimo livello. Rispetto a quanto era avvenuto con la lampada realizzata da Swan, c’è da dire che il modello di Edison era in grado di non annerire in modo eccessivo nel bulbo. In questo modo, riusciva a conservare una luminosità che si manteneva ben costante. È proprio questa la ragione per cui l’inventore della prima lampadina a incandescenza, secondo il sentore comune, è proprio Edison.

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