Watermelon hair, ecco una nuova tendenza da non perdere!

Watermelon hair

Oramai, almeno in tema di colorazione dei capelli, non ci sorprendiamo più di nulla. Dallo sdoganamento dei capelli grigi alle tinte più accese, dai mix più eccentrici ai pastello, non c’è stagione che non porti in dote qualche gradita novità in grado di arricchire il panorama e il ventaglio di potenziali alternative a disposizione di tutte le donne che desiderano poter rendere più varia la colorazione della propria chioma. Tuttavia, la novità dell’estate in corso di formazione ci sembra davvero avere pochi precedenti: la watermelon mania arriverà anche in Italia?

Capelli color anguria?

L’ultima novità in fatto di moda capelli per l’estate prende il nome di watermelon hair o, se preferite, di capelli color anguria. Ed è proprio questa tinta originale, bicolor, che prende ispirazione da uno degli alimenti simbolo dell’estate, a poter costituire una delle innovazioni più particolari nei saloni di bellezza di tutto il mondo. Una colorazione che mixa il verde e il rosso (o rosa o arancio, a seconda delle versioni), donandovi un’aria sicuramente unica… o almeno speriamo!

Alla ricerca della migliore personalizzazione

Se l’idea di far diventare un cocomero la vostra chioma vi fa inorridire, sappiate comunque che anche questa tendenza di capelli ha la sua buona dose di personalizzazione, e che pertanto sarà rimessa nelle vostre mani la possibilità di poter dar sfoggio della migliore creatività. Sul web si trovano centinaia di diversi esempi di watermelon hair: alcuni mixano il verde al rosso vivo, altri invece preferiscono delle tinte pastello. Quel che conta è dare alla propria chioma una nuova luce e una colorazione inaspettata, facendosi sentire maggiormente a proprio agio, ed evitando che questo mix di colori inusuali finisca con il rendere la vostra chioma un bizzarro scherzo del vostro parrucchiere.

Per evitare di cadere nei facili errori, il primo passo da fare è certamente quello di rendersi maggiormente consapevoli di cosa significhi tingersi i capelli con la moda della watermelon. Per questo motivo, di seguito abbiamo avuto il piacere di individuare più di 20 scatti che vi riproporranno le colorazioni anguria sulla chioma. E che pertanto potrebbero permettervi di valutare più compiutamente il da farsi. Date dunque uno sguardo alla gallery di cui sotto, e sfogliatela alla ricerca di qualche scatto che pensate possa fare al caso vostro. Se così fosse, mostrate le immagini al vostro parrucchiere e sperimentate con lui la soluzione ideale sul vostro capo. Fateci sapere come è andata a finire.

Età giusta per apprendere la seconda lingua

apprendere la seconda lingua

Saper parlare più di una lingua è una carta vincente. Oggi come oggi non possiamo accontentarci di conoscere solo l’italiano. Non si tratta solo di cultura personale e di piacere nel conoscere un idioma diverso dal nostro. Conoscere una seconda lingua è essenziale dal punto di vista lavorativo. Sono tante le aziende che richiedono un’ottima conoscenza dell’inglese, del francese, del tedesco e dello spagnolo (ad esempio). Questo perché magari vi sono clienti che parlano queste lingue, in altri casi il titolare prevede già futuri trasferimenti o brevi trasferte.

Molti adulti hanno ormai rinunciato a imparare l’inglese. La voglia di tornare sui libri di scuola o di frequentare un corso non entusiasma la persona che magari possiede già il suo posto fisso o è comunque riuscita ad affermarsi nella vita, conoscendo solo la lingua madre. Bisogna però pensare ai nostri figli. In un mondo che approva ogni giorno di più la mescolanza di lingue, culture e popoli, come si può pensare che i nostri bambini un domani possano far a meno dell’inglese o di conoscere un’altra lingua?

Adesso quindi è il momento di chiederci qual’è l‘età giusta per apprendere la seconda lingua. I pareri degli esperti stanno mutando con il tempo. Prima veniva inserita solo a partire dalla terza elementare, adesso addirittura dall’asilo. Gli esperti infatti stanno confermando la teoria che l’età migliore per iniziare ad apprendere le basi di una lingua diversa da quella madre sia tra i tre e i quattro anni. Questa teoria nasce dal fatto che in media è questa l’età in cui il bambino ha già appreso la propria lingua ed è quindi, ipoteticamente parlando, pronto a proseguire l’apprendimento di lingue nuove. Ovviamente bisogna valutare ogni singolo bambino, perché come ben sappiamo non tutti sono uguali e la velocità di apprendimento può variare molto dall’uno all’altro. Secondo altri esperti il bambino dovrebbe imparare l’inglese praticamente da subito.

Consideriamo comunque la possibilità di iscrivere il bambino a un nido bilingue, così che venga utilizzata per certo una seconda lingua. Assicurarsi di trovare una baby sitter (se avete bisogno di questa figura) magari di un’altra nazionalità che possa parlare con il bambino la lingua che intendete fargli parlare. Se voi conoscete perfettamente una lingua diversa dall’italiano, potete scegliere di utilizzarla per parlare con lui (magari in determinati momenti della giornata). Si tratta di piccoli consigli, ma possono aiutare molto il bambino a conoscere una seconda lingua. Ovviamente le basi tecniche verranno impartite a scuola, ma già rendere la lingua orecchiabile al piccolo e aiutarlo a “masticare” le prime paroline è fondamentale.