Pannelli solari portatili, come funzionano

I pannelli solari sono la rivoluzione energetica dei nostri tempi: consentono di ottenere energia a basso costo, anche per l’ambiente. Sempre più persone decidono di installare impianti solari domestici (o anche industriali) per ottenere energia, riscaldamento, illuminazione. 

pannelli solari portatili come funzionano

Ma non ci sono solo i grandi investimenti per i pannelli solari domestici: c’è anche l’opzione ‘mini’, che è possibile portare con sé dove si vuole e che consentono di ottenere energia in ogni situazione. Stiamo parlando dei pannelli solari portatili.

I pannelli solari portatili sono dei piccoli pannelli, di dimensione ridotta e compatta -appunto, portatili- che possono essere portati con sé in ogni dove: sul camper, sulle barche, in campeggio, e via dicendo. Lo scopo di questi oggetti è quello di consentire di creare dei piccoli impianti per ottenere energia e luce dal sole ovunque ci si trovi, non solo a casa, ma in vacanza o durante una gita fuori porta. Lo scopo di questo prodotto è quello di permettere di abbattere i costi dell’energia anche fuori casa, di risparmiare i consumi, in maniera pratica e maneggevole, con un risparmio economico ma anche dal punto di vista ambientale. 

I pannelli solari portatili si adattano ad ogni soluzione, dal punto di vista del design: sono compatti, semplici e discreti. In genere sono composti da due parti: uno il pannello esterno, e l’altro il gruppo di potenza interno. I pannelli solari portatili non richiedono grandi sforzi per l’installazione e quindi sono pratici e molto comodi. 

In genere il gruppo interno consente di dispensare corrente fino a 220 Volt. L’accumulatore serve ‘immagazzinare’ energia e per permettere così di riservare un po’ di energia e luce anche per quando il sole non c’è, come di notte. 

Esistono diversi modelli di questo pannello: quello da campeggio, che in genere ha una potenza di picco di 300 Watt; quello portatile che serve per la carica di piccoli dispositivi, come cellulare e macchina fotografica; addirittura potete anche trovare in commercio borse e zaini fotovoltaici. 

Si tratta di uno strumento molto utile per ricaricare smartphone e altri prodotti tecnologici in ogni dove, sfruttando semplicemente l’energia pulita del sole. I pannelli solari portatili producono minori emissioni di CO2 rispetto ad altre forme di energia, e permette così di caricare notebook, smartphone, macchine fotografiche, cellulari, lettori MP3 e tantissimi altri strumenti tecnologici ovunque vi troviate, in qualsiasi momento, anche di notte grazie all’immagazzinamento dell’energia solare. 

I pannelli solari portatili sono presenti in formati diversi e con potenza diversa, per adattarsi alle necessità di ciascuno. 

Teniamo conto che con pannelli fino a 6 Watt di potenza è possibile, ad esempio, ricaricare smartphone e fotocamere. Con invece pannelli solari portatili fino a 10 o 15 Watt è possibile cercare videocamere e GPS. Infine, per un pc, serve per la carica un pannello da almeno 40 Watt. 

I costi dei pannelli solari portatili sono ora come ora contenuti, dato che si tratta di prodotti sempre più usati e sempre più diffusi; sono reperibili di solito in negozi forniti per il campeggio e su Internet.

I pannelli solari a svuotamento come funzionano

Quando sentiamo parlare di pannelli solari, parliamo di sistemi sempre più tecnologici pensati per immagazzinare l’energia del sole, e per riutilizzare l’energia per l’illuminazione ed il riscaldamento della casa. I pannelli solari consentono di abbattere l’inquinamento ed il consumo, sono un risparmio economico per chi li usa e una toccasana per l’ambiente in quanto abbattono l’emissione di CO2. Si sente anche parlare, talora, di pannelli solari a svuotamento. Ma di che si tratta di preciso? 

pannelli solari a svuotamento come funzionano

Quando parliamo di pannelli solari a svuotamento si parla di un sistema che funziona in maniera diversa rispetto ad altri.

Questo sistema permette di rimuovere in maniera automatica tutto il fluido che è in circolazione nel pannello solare (appunto per questo si chiama ‘a svuotamento’ e così elimina ogni rischio dovuto al surriscaldamento del liquido oppure al contrario al gelo, specie d’inverno. Ciò si traduce in meno interventi di manutenzione ed in una maggiore durata dell’impianto solare termico negli anni, con conseguente risparmio economico.

Si chiama anche sistema draink-back; questo sistema non prevede l’installazione di strumenti come il vaso d’espansione, la valvola di sfiato ed il manometro, come altri sistemi solari. Il funzionamento del sistema di pannelli solari a svuotamento può essere descritto in questo modo: se la pompa solare non sta funzionando in un preciso momento, il fluido termovettore rimane raccolto nella serpentina e nella pompa. Il fluido termovettore consiste in un mix di acqua e di glicole che viene consegnata già pronta. 

Nel momento in cui la differenza della temperatura fra la sonda del collettore e la sonda del bollitore supera un limite, la centralina fa partire la pompa solare. La pompa in questione spinge il fluido termovettore fuori dal tubo fino al collettore. Il fluido in questione quindi viene riscaldato e rimandato nell’accumulatore. 

Ricapitolando quindi il sistema in questione, dotato di pannelli solari a svuotamento, fa sì che quando il sole non c’è (per esempio se c’è nuvoloso) il fluido rimane dentro il contenitore ed i collettori rimangono vuoti; quando invece c’è il sole, il sistema si avvia automaticamente, ed il fluido viene spinto nei collettori. Quando infine viene raggiunta la temperatura che si desidera, il flusso scorre fino al serbatoio. 

I vantaggi che un sistema a svuotamento predispone sono diversi. In primo luogo il sistema a pannelli solari a svuotamento non dà quei classici problemi dei sistemi termici moderni, che si deteriorano a causa del fluido termovettore acido (che corrode i tubi) o della presenza di aria nell’impianto. Infatti nel sistema a pannelli solari a svuotamento non si trova mai aria all’interno dell’impianto, inoltre il fluido termovettore garantisce una maggiore durata dell’impianto. 

Il sistema a pannelli solari a svuotamento garantisce altresì un risparmio sulla corrente elettrica. Infatti nel corso delle ore notturne, quando non c’è il sole, non è necessario smaltire l’energia in eccesso. Questo, ovviamente, si traduce in un risparmio sulla corrente, in quanto non viene usata l’energia elettrica che è in genere necessaria – negli impianti tradizionali – per il raffreddamento durante la notte. 

Chi vende i pannelli solari

I pannelli solari sono degli strumenti che utilizzano l’energia solare per trasformarla in energia che possa essere usata per le attività dell’uomo. Possiamo distinguere i pannelli solari fotovoltaici, termici, e quelli a concentrazione.

chi vende pannelli solari

I pannelli solari sono sempre più diffusi in Italia perché permettono di ottenere energia solare ad un prezzo davvero basso rispetto a quello di altri tipi di energia, e perché sono un modo ecologico di approcciarsi al consumo energetico. Per questo motivo, sempre più persone optano per l’utilizzo dei pannelli solari sia per le case che per le aziende e le attività commerciali. Ovviamente, però, bisogna anche acquistare i pannelli solari nel luogo giusto per avere la certezza che siano prodotti di qualità, un investimento per il futuro e per la propria casa. Appunto perché il mercato dei pannelli solari sta conoscendo un’espansione molto grande, ci sono sempre più negozi che si occupano di vendere i pannelli solari ai privati o alle industrie. L’importante è rivolgersi sempre ai rivenditori più qualificati, in grado di fornire un’assistenza anche post vendita che possa essere soddisfacente e che guardi alle possibili problematiche che il cliente può avere.

La vendita comprende di solito anche installazione e garanzia dei pannelli fotovoltaici, nonché anche l’assistenza prima della vendita (preventivo accurato) e post vendita.

Oltre che ai negozi fisici di vendita di pannelli solari (si possono trovare quelli più vicini a dove si vive con una semplice ricerca su Internet), ci si può anche rivolgere ai negozi online. Comprare online i pannelli fotovoltaici è conveniente in quanto in questo modo si può avere una veloce panoramica di tutte le offerte e di tutte le tipologie di pannelli a livello non solo locale, ma addirittura nazionale. Non solo, online è facile trovare spesso e volentieri degli sconti interessanti che potrebbero spingere a comprare qualche pannello fotovoltaico ad un prezzo davvero impareggiabile. È soprattutto la possibilità visionare molti tipi di pannelli diversi, senza impegno, di confrontare i prezzi a livello nazionale dei vari modelli che rende la possibilità di fare acquisti per il fotovoltaico online un’occasione davvero interessante e non a caso sfruttata da sempre più persone in Italia.

Sugli shop online del fotovoltaico si possono acquistare kit completi, o i singoli pannelli delle potenze più diverse, i sistemi di monitoraggio della produttività, soluzioni per camper e per case piccole, cariche, batterie, dispositivi per ottimizzare il flusso elettrico… insomma, di tutto e di più.

In linea di massima, vi consigliamo di rivolgervi ad uno shop online di pannelli solari solamente se avete già le idee abbastanza chiare sul tipo di prodotto del quale volete usufruire. In caso contrario infatti la grande scelta di internet potrebbe confondervi, mettervi fretta ed indurvi a fare acquisti sbagliati. Se è la prima volta che acquistate dei prodotti fotovoltaici e non siete esperti, allora la soluzione migliore resta quella di rivolgersi ad un negozio fisico che venda pannelli solari. In questo modo si avrà l’opportunità di farsi consigliare sul prodotto migliore e si sarà certi di poter rivolgere ogni domanda di persona.

Come pulire i pannelli solari

I pannelli solari sono un’ottima opzione per risparmiare sull’energia e per rispettare l’ambiente, ma bisogna anche saperli mantenere bene, se si vuole che durino a lungo. Molto importante è quindi saperli pulire al momento giusto e con i prodotti giusti. Tanti utenti si chiedono quale sia il momento migliore per pulire i pannelli solari e come fare. 

come pulire pannelli solari

I pannelli solari se applicati su zone oblique si puliscono da soli con la pioggia, tuttavia possono aver bisogno di speciale manutenzione e pulizia se sono in zone vicino al mare, se sono piatti e quindi si accumulano fogli e sporco, o se vi si posano animali come uccelli e pipistrelli. 

Agenti atmosferici, smog, sporco, pioggia e foglie possono danneggiare anche seriamente i pannelli solari, se non si provvede ad una pulizia attenta e costante. Lo sporco può causare il surriscaldamento del pannello che così può perdere tutta la sua efficienza energetica (addirittura del 25%!), e questo renderebbe vano l’investimento che si è fatto per acquistare l’impianto. 

Innanzitutto bisogna vedere ogni quanto effettuare la pulizia. Se abiti in una zona dove spesso i pannelli si sporcano, la soluzione sarebbe pulirli quando l’efficienza energetica diminuisce. Attenzione in special modo alle feci di uccello: infatti queste ultime sono acide e possono rovinare il pannello se non vengono pulite, compromettendone il buon funzionamento.

L’occorrente per fare una buona pulizia dei pannelli solari è dell’acqua demineralizzata, un detersivo per entri, un panno morbido (per evitare di rigare irrimediabilmente la superficie dei pannelli solari). Certo, puoi anche optare per dei prodotti specifici che puoi trovare online e che servono per la manutenzione dei pannelli ma spesso hanno dei costi abbastanza elevati. 

La prima cosa che devi fare per la pulizia dei pannelli solari è di togliere il grosso dello sporco o della polvere dallo stesso. Per esempio, passa un piumino per togliere lo sporco. Adesso devi spruzzare la soluzione del detersivo per vetri, con un po’ d’acqua tiepida per cercare di ammorbidire al massimo lo sporco che si è accumulato. 

Con dei movimenti circolari con il panno morbido, togli lo sporco ed il grasso che si sono accumulati sul pannello solare. Potrebbe essere necessario, specialmente nel caso di sporco incrostato a fondo, effettuare più spruzzate di detersivo ed acqua calda in modo da rimuovere per bene tutto lo sporco che con gli anni tende a solidificarsi. Quando sarai sicuro di aver pulito al meglio la superficie del pannello, risciacqualo senza bagnarlo direttamente e quindi con un panno in microfibra, asciuga delicatamente. Non consigliamo di utilizzare altri mezzi per asciugare, come i fogli di giornale, perché questi ultimi possono graffiare il pannello. 

Per quanto concerne la pulita degli impianti che si trovano sui tetti, evitate di fare dei movimenti azzardati: potrebbe essere pericoloso. Se non volete chiamare gli specialisti munitevi degli impianti anti caduta per lavorare in sicurezza, e magari degli appositi spazzoloni allungabili che possono essere molto utili per pulire bene ed in tutta sicurezza anche dei pannelli solari posti ad una certa altezza. 

Pannelli solari quando nevica? Qualche consiglio utile

Che cosa succede ai pannelli solari quando nevica? Si riducono le prestazioni dei moduli? Che cosa fare per mantenere costante il rendimento dei pannelli fotovoltaici anche quando nevica? E quanta neve possono sopportare i pannelli solari?

pannelli solari quando nevica

Pannelli solari in inverno

Quando si parla di pannelli solari la mente va subito alle giornate assolate. Ma sui nostri tetti i pannelli fotovoltaici, per fortuna, funzionano anche nelle piovose giornate autunnali e nei freddi e nevosi periodi invernali. Nonostante le poche ore di luce quotidiana e le temperature gelide, il nostro impianto green continua a fare il suo dovere, basta solo averne cura.

Pannelli solari quando nevica

Può causare danni la neve al nostro impianto fotovoltaico? E quanta neve può sopportare un tetto fotovoltaico? La neve non è come la pioggia che scivola via subito. La neve si posa. La neve, essendo composta da una miscela di sostanze, aria e acqua in diverse fasi, possiede caratteristiche possono variare in modo considerevole. Le proprietà fisiche di una massa di neve dipendono da diversi fattori: dalla dimensione dei cristalli o grani di ghiaccio, dalla temperatura e dal rapporto acqua-aria-ghiaccio al suo interno. Perciò la densità della neve può variare da 20 a 700 kg/m3. La neve fresca, per esempio, ha una densità tra i valori limite di 20 kg/m3 e 200 kg/m3. Il peso, ovviamente, è direttamente proporzionale al vento e alla temperatura dell’aria al momento della caduta.  20 centimetri di neve fresca su una superficie di un metro quadrato, per esempio, avranno un peso di 20 kg per ogni mq di superficie. Possono i pannelli solari sopportare questo peso? Alcuni pannelli di ultima generazione, equipaggiati con un vetro temperato possono sopportare fino a 550 kg/m2 sulla superficie del pannello. Per chi ha un impianto un po’ più vecchiotto, invece, il consiglio che vale sempre, è di rimuovere la neve.

 

Quando pulire la neve dai pannelli solari 

Per impedire agli agenti atmosferici di abbattere il rendimento dell’impianto, bisogna ricorrere alla pulizia dei pannelli. Quando bisogna farla? Al primo accenno di malfunzionamento dell’impianto. Ossia, quando la quantità di corrente che produce l’installazione è minima e, perciò, inutilizzabile. La neve, per esempio, crea uno strato che impedisce al modulo fotovoltaico di generare la quantità solita di energia.

 

pannelli solari togliere la neve

Come togliere la neve dai moduli fotovoltaici

La neve dai moduli si può togliere utilizzando una semplice scopa, anche se in commercio esistono pure rastrelli per la neve. Con la scopa però, soprattutto se è morbida, l’operazione risulta più delicata. Non dimentichiamo che nel togliere la neve bisogna usare molta cautela poiché la superficie di vetro dei moduli potrebbe rovinarsi.  Attenzione: mai buttare l’acqua sui moduli quando le temperature sono basse poiché c’è il rischio che si possa formare del ghiaccio. Bisogna assolutamente evitate di usare il sale che è particolarmente corrosivo e potrebbe graffiare irrimediabilmente il vetro dei pannelli. In caso di neve, si raccomanda anche di non salire sul tetto di persona senza le adeguate protezioni di sicurezza: ricordate che la neve potrebbe ghiacciare e la combinazione ghiaccio-vetro è sempre pericolosissima.

 

Tetto inclinato            

Anche se in Italia i pannelli fotovoltaici si installano con una inclinazione di circa 30°, trattengono lo stesso la neve, specie se il pannello è già molto freddo o addirittura ricoperto di ghiaccio. Per questo i pannelli fotovoltaici vanno liberati prima possibile dalla neve per permetterne il regolare funzionamento. Questa operazione assume una particolare importanza soprattutto alle altitudini elevate, dove la neve è presente per diversi mesi l’anno. Per ovviare al problema della neve e del ghiaccio, la rimozione manuale con l’aiuto di prodotti chimici anti-ghiaccio, come quelli usati per i parabrezza delle auto, rimane sempre la soluzione migliore. Per i tetti piani, come si può facilmente immaginare, pulire i pannelli solari quando nevica, è molto più semplice: basta solo spalare la neve in eccesso.

 

Se l’impianto fotovoltaico non produce, come ovviare?

Se nei giorni delle grandi nevicate l’impianto fotovoltaico non produce l’energia necessaria, non abbiamo scelta: dobbiamo attingere alla energia elettrica fornita dalla rete, salvo che non abbiamo installato una batteria d’accumulo. Una batteria per l’accumulo di energia dal nostro impianto fotovoltaico potrebbe garantire un’autonomia di energia elettrica di uno o due giorni di neve. Bisogna sempre valutare i costi di una batteria del genere e vedere sempre se il gioco vale la proverbiale candela.

I pannelli solari sono inquinanti?

Negli ultimi anni il dibattito sui pannelli solari si è intensificato. I pannelli solari, come noto, sono degli strumenti utilizzati per catturare l’energia solare e trasformarla in energia utile ed in calore per le attività dell’uomo.

I pannelli solari possono distinguersi in pannelli fotovoltaici, che sono utilizzati solitamente per ricavare energia per gli usi domestici; pannelli solari termici, che riscaldano l’acqua, e quelli a concentrazione, che appunto concentrano i raggi del sole in un punto determinato, ottenendo così una forte carica energetica e generando calore che a sua volta viene usato per creare elettricità. I vantaggi dei pannelli solari sono il fatto di riuscire a creare energia naturale e pulita. Sfruttando il calore del sole, il pannello solare può aiutare a ricavare energia per gli usi domestici, addirittura coprendo, secondo le più recenti stime, dal 70 all’80% del fabbisogno energetico per produrre acqua calda (molto meno in inverno). Non a caso questo sistema di produzione di energia, che permette di risparmiare alle famiglie e di preservare l’ambiente grazie alla riduzione dei gas di scarico e delle particelle inquinanti, è sempre stato oggetto di grande attenzione nel dibattito sull’energia pulita.

Può venire spontaneo chiedersi se questo sistema di produzione di energia sia davvero così innocuo come sembra. In poche parole, i pannelli solari inquinano?

Cerchiamo di capire la risposta a questa fondamentale domanda.

 

pannelli solari sono inquinanti

Energia pulita e pannelli solari 

Chiariamo innanzitutto un aspetto fondamentale. L’energia che i pannelli solari producono assolutamente non è inquinante: si tratta di energia pulita, perché viene ricavata direttamente dalla luce e dal calore del sole. Sotto questo punto di vista, i pannelli solari sono davvero il simbolo dell’energia pulita: sono infatti in grado di coprire buona parte del fabbisogno familiare di energia e di acqua calda senza assolutamente impattare sull’ambiente

I pannelli solari non usano combustibile fossile per il loro funzionamento: non producono alcun rumore, evitando quindi inquinamento acustico, e da ultimo neppure producono gas serra.

Non a caso, l’energia solare è diventata in assoluto il simbolo della possibilità di ottenere energia pulita dalla natura. Il consumatore dell’energia solare, quindi, può stare tranquillo di non inquinare per mezzo dell’uso dei pannelli solari.

L’energia, infatti, è assolutamente pulita ed amica della natura. Il problema dei pannelli solari è tutto un altro, e consiste nel fatto che la loro produzione e il loro smaltimento possono essere molto inquinanti.

 

La produzione e lo smaltimento dei pannelli solari 

L’inquinamento relativo ai pannelli solari dipende dalla quantità di questi ultimi che si vuole usare. Se, solamente in Italia, si volesse coprire il 20% del fabbisogno nazionale per mezzo di energia solare, allora bisognerebbe produrre almeno 600 milioni di pannelli da 1 mq ciascuno. E l’impatto sull’ambiente sarebbe notevole.

Quindi chiariamo ancora una volta che semplicemente usando il panello solare non si inquina l’ambiente: è la sua produzione e successivamente lo smaltimento che hanno un impatto significativo sulla natura.

Il problema dell’inquinamento dei pannelli solari è relativo ai luoghi di produzione e di smaltimento dei pannelli stessi. La notizia allarmante è che i pannelli solari in silicio amorfo contengono alcuni materiali tossici. Questa tipologia di pannello è la più economica, e quindi viene spesso utilizzata dalle aziende.

L’inquinamento è quindi dovuto al materiale di costruzione del singolo pannello solare. Molti dei pannelli vengono costruiti con moduli di silicio amorfo, come abbiamo detto, e con tellurio di cadmio, un materiale che la normativa europea reputa tossico e inquinante.

Può sembrare un grande controsenso che i pannelli solari, pensati per ottenere un’energia pulita e non inquinante, siano prodotti con materiali fortemente velenosi per l’ambiente e anche per l’uomo.

In alcuni casi, vengono usati anche materiali come l’esafluoruro di zolfo, un gas serra.

Il Comitato Ambiente del Parlamento dell’UE, nel 2011, aveva individuato in alcuni pannelli solari altre sostanze velenose come per esempio il cadmio, che è estremamente pericoloso anche per l’essere umano.

Come se non bastasse, il problema non riguarda solamente la produzione dei pannelli solari, ma anche la loro distruzione una volta concluso il ciclo vitale.

Essi infatti non possono essere gettati in discarica, perché i metalli penetrerebbero nel terreno; non possono essere bruciati, in quanto le esalazioni sono tossiche per uomo e per l’ambiente; non possono neppure essere semplicemente riciclati, in quanto lo smaltimento di alcuni metalli pesanti e del silicio è estremamente lungo, costoso e non conveniente dal punto di vista economico.

 

Come sapere se un pannello solare è inquinante? 

La soluzione migliore per non impattare sull’ambiente è quella di acquistare un pannello solare fotovoltaico sicuro e non inquinante.

Per fare ciò, bisogna innanzitutto diffidare dei prezzi stracciati. Sarebbe bene controllare sempre i componenti e la materia costruttiva, evitando pannelli per esempio prodotti in Estremo Oriente senza garanzia. Il marchio di qualità migliore è quello del Made in Italy o in un altro paese europeo.

Sul mercato esistono dei marchi di pannelli solari certificati da enti come KIWA e IFI, che garantiscono che la produzione di questi strumenti sia ecocompatibile e senza uso di materiali pericolosi, tossici e inquinanti. Controllate quindi che sul pannello solare ci sia il marchio degli enti certificatori.

Il primo pannello solare riciclabile al 100% è nato in Italia, ed è prodotto senza silicio e senza Eva Etil Vinil Acetato. Questo prodotto viene costruito con uno strato di film Cigs, un materiale non inquinante, riciclabile, rinnovabile e riutilizzabile. Così, anche una volta che il ciclo di vita del pannello solare si sia concluso, si avrà la certezza che esso non andrà ad inquinare e non impatterà sull’ambiente, ma al contrario sarà rispettoso e sicuro.

Ovviamente, come bisogna chiarire per onestà intellettuale, nessuna attività umana sarà mai ad impatto zero sull’ambiente. Tuttavia, se si vuole evitare di acquistare dei pannelli solari che siano dannosi per la natura dal punto di vista della produzione e dello smaltimento, è bene controllare sin dall’inizio la loro provenienza e quale sarà il loro futuro, una volta che il ciclo di vita si sarà concluso. In questo caso, la scelta di acquistare pannelli solari per l’energia pulita si traduce coerentemente in rispetto per l’ambiente.

Pannelli solari termici dove installare e cosa sono

Dove installare i pannelli solari termici? Sul tetto di casa, nel giardino, in campagna, sulle tettoie dei parcheggi e persino sulle auto: ovunque basta che ci sia una buona irradiazione solare per più ore possibili.

 

pannelli solari termici dove installare

Rinnovabili, l’energia del futuro

Le energie rinnovabili stanno prendendo sempre più piede. Nonostante Trump e la sua voglia deleteria di ritorno alle inquinanti energie tradizionali come gli idrocarburi e simili, il mondo progredisce velocemente. Se è vero quello che afferma Albert Einstein, vale a dire E=MC2, la massa, ogni tipo di massa potenzialmente produce energia, quindi c’è da studiare molto, ma alla fine si spera che gli idrocarburi spariranno dalla faccia della Terra. E che rimangano, se ce ne resteranno, nel sottosuolo del pianeta, dove possono inquinare quanto vogliono.

Per cui è saggio e produttivo, sia da un punto di vista ambientalistico che economico, cominciare tutti a utilizzare le fonti di energia alternative, come ad esempio il fotovoltaico, vale a dire l’energia elettrica prodotta dalla luce, in grandissima parte dalla luce del Sole, la nostra stella di riferimento.

 

Dove installare i pannelli solari

I moduli fotovoltaici possono essere installati pressoché dappertutto, posto che ormai da anni non ne esistono solo più di tradizionali incorniciati nello chassis di alluminio, ma ne esistono davvero di tutti i tipi. Intanto le dimensioni possono essere le più diverse, da pochi centimetri quadrati e diversi metri quadrati. Varia però spesso anche la tipologia dell’elemento da fissare. Ce ne sono anche di non rigidi, di flessibili, che meglio si adattano ad alcune superfici. Normalmente questi moduli sono meno efficienti di quelli tradizionali, ma sono molto più versatili, adattabili a una serie di superfici diverse.

Addirittura esistono anche vernici fotosensibili che raccolgono l’energia luminosa, o elementi traslucidi che in parte fanno passare la luce, in parte convertono l’energia luminosa stessa in energia elettrica. L’esempio può essere quello di un grattacielo e di un palazzo destinato a uffici, che si avvale di questa tecnologia.

 

Il tetto fotovoltaico

Nei casi più tradizionali, dove vengono invece installati i pannelli solari? Ovviamente sui tetti, anche se non esclusivamente. Possiamo installarli, con le dovute precauzioni, anche di carattere normativo-urbanistico, pure in un giardino, ma sarebbe un’occupazione di spazio inutile se abbiamo a disposizione, ad esempio, un tetto a falde. La prima cosa da appurare, in tutti questi casi, è l’esposizione alla luce del sole. Il rendimento del sistema è direttamente proporzionale alla quantità di luce che si riesce a raccogliere sugli elementi fotosensibili.

Se il tetto è esposto completamente a nord, il gioco non vale la candela. Se riusciamo invece a utilizzare una falda che dà verso sud, cioè il punto di massima esposizione ai raggi solari, il rendimento è assicurato, sempre che ovviamente l’impianto sia stato realizzato a regola d’arte. Il secondo elemento da considerare è l’inclinazione. Nel caso in cui abbiamo un tetto piano, magari una terrazza, bisognerà inclinare i pannelli con una particolare intelaiatura, che renderà il tutto leggermente più costoso. Ovviamente, ciò renderà tutto anche più antiestetico.

Se il tetto è a falda, già inclinata, potremo sfruttare l’inclinazione già esistente, sostanzialmente poggiando i pannelli sul tetto stesso e fissandoli sui coppi con agganci particolari che variano a seconda della tipologia delle tegole. Ma alla fine avremo un effetto estetico più che accettabile: dall’esterno l’impatto visivo sarà decisamente minimale.

 

Impianto fotovoltaico a scomparsa

E ancora, esistono pannelli che vengono con particolari tecniche inglobati sul tetto, come ne fossero parte integrante. In questi casi, bisognerà intervenire direttamente in fase di realizzazione dell’abitazione. Così come esistono dei coppi che sono realizzati con elementi fotosensibili già montati sulla loro superficie. In questi casi, l’impianto fotovoltaico è sostanzialmente a scomparsa: nella sua parte esterna esposta alla luce del sole, praticamente non si nota.

In questo modo realizzeremo una perfetta sintesi fra guadagno, estetica e rispetto dell’ambiente, essendo un impianto a energia rinnovabile. Saremo così in grado di costruirci un impianto per accumulare energia elettrica e utilizzarla in caso di bisogno, oppure di utilizzare il sistema dello scambio gol gestore dell’energia per risparmiare anche in maniera consistente sulla bolletta di casa.

Quale pannello solare Solar Roof: la tegola-pannello solare di Tesla

Una delle più grandi novità degli ultimi tempi in campo fotovoltaico sicuramente è Solar Roof, la tegola pannello solare realizzata da Tesla. Quando una soluzione innovativa è capace di mettere insieme funzionalità ed estetica, allora si può parlare di rivoluzione tecnologica, ed Elon Musk, CEO di Tesla, alle grandi novità destinate a fare scuola, ci ha abituato da tempo.

 

 

quale pannello solare

Solar Roof, il tetto del futuro

Il tetto del futuro è bello da vedere, resistente alle intemperie e, soprattutto, ecologico. Il tetto del futuro si chiama “Solar Roof”.  Per capire bene perché il tetto della Tesla sia considerato una delle più importanti innovazioni degli ultimi tempi, bisogna tener conto che in America sono davvero tante le aree che ancora non sono servite dalla normale energia elettrica. Ovviamente, per queste zone i pannelli fotovoltaici che consentono di autoprodurre energia da accumulare in apposite batterie, è “la soluzione”. Ecco perché le tegole Tesla che, funzionando da pannelli solari producono energia elettrica migliorando anche l’estetica della propria abitazione, sono davvero salutate con gioia nel Nuovo Continente.

 

Solar Roof, un’idea geniale

I pannelli solari Solar Roof sono pensati per non essere riconosciuti come tali, infatti, una volta montati appaiono come una normale copertura di cotto. Tra l’altro il tetto è disponibile in quattro diverse colorazioni ed è piacevole alla vista proprio grazie al particolare “effetto tegola”. Ogni pannello solare è rivestito da una speciale pellicola che dalla strada non permette di distinguere le Solar Roof dalle normali tegole in cotto. I pannelli solari si vedono solo se il tetto si guarda dall’alto. Ovviamente, l’idea geniale sta tutta nella capacità di prendere i tradizionali due piccioni con una sola fava: salvaguardare l’estetica del tetto e assicurare la massima produzione di energia pulita.

 

Solar Roof, le prime installazioni

Il tetto Tesla è stato testato per prima sulle case del vecchio set della fortunata serie televisiva Desperate Housewives. Chi ha seguito la serie sa che le abitazioni nel quartiere immaginario di Wisteria Lane, erano tutte ben curate e simili alle case vere di molte cittadine americane. Quando su alcune di queste abitazioni sono stati installati i tetti Solar Roof, nessuno ha notato che si trattava di tegole con pannelli solari. La sperimentazione sul set è servita a Tesla sia per eseguire i test di rito per verificare l’efficienza del nuovo tetto fotovoltaico, sia per farne conoscere l’eleganza.

 

Caratteristiche del Solar Roof di Tesla

Il Solar Roof è formato da un vetro sviluppato dall’azienda stessa, il “Tesla Glass”. In pratica le tegole-pannello sono realizzate con polimeri di vetro che formano un materiale particolarmente resistente contro le intemperie, soprattutto, la grandine. Questa caratteristica assicura una durata maggiore e, quindi, una notevole riduzione dei costi. Le pellicole che mimetizzano le tegole sono realizzate dalla 3M, multinazionale leader nel settore elettronico e specializzata in produzioni industriali e display. E grazie a queste avveniristiche pellicole che ai pannelli fotovoltaici è garantita massima “discrezione” e protezion

I pannelli solari Solar Roof sono connessi a una batteria Powerwall. Si tratta di una batteria, sempre prodotta da Tesla, già utilizzata nelle abitazioni dotate di normali impianti fotovoltaici.

L’unica differenza è che per il tetto fotovoltaico Solar Roof, Tesla ha previsto un modello più potente: la nuova Powerwall può accumulare fino a 14kWh. E per quanto riguarda l’estetica? Anche la batteria è di “design”. Non più ingombrante e amorfa come le normali batterie di accumulo ma pensata come un elemento d’arredo funzionale e discreto.

 

Tesla e Panasonic insieme per Solar Roof

Tesla si prepara per la produzione del tetto solare a Gigafactory 2, e Panasonic avrà ruolo di primo piano nello stabilimento.  Intanto Musk a febbraio ultimo scorso ha annunciato che la vendita del tetto che produce energia rinnovabile inizierà nel 2017. Il Solar Roof sarà prodotto in collaborazione con Panasonic a Buffalo, New York . I costi? Ancora non si sa nulla sul prezzo ma, a sentire Elon Musk, il tetto Tesla costerà meno di un normale impianto fotovoltaico.

Cause dei crampi alle gambe

crampi alle gambe

I crampi alle gambe interessano la muscolatura degli arti inferiori, in particolar modo polpacci e piedi. Quando il muscolo si contrae troppo forte, si verifica uno spasmo e la conseguenza è il comune crampo.

I crampi alle gambe possono durare da pochi secondi fino a qualche minuto. L’intensità del dolore varia da persona a persona, tuttavia la zona o l’intero arto può restare dolorante anche per 24 ore dopo il crampo.

I crampi notturni sono quelli più comuni, è stato infatti stimato che il problema si manifesta soprattutto di notte. Maggiormente soggetti sono le persone anziane, le statistiche hanno dimostrato che ogni tre persone con età maggiore di 60 anni, una persona soffre di crampi alle gambe.

Cause dei campi alle gambe

Un soggetto sano può avere i crampi alle gambe per diversi motivi. In alcuni casi potrebbe trattarsi di sbalzi di temperatura, di una scorretta posizione delle gambe o dell’affaticamento muscolare.

Alcune persone ne soffrono anche a causa di una scorretta alimentazione. E’ necessario infatti introdurre alimenti ricchi di potassio e magnesio per prevenire il problema. Tuttavia nella maggior parte dei casi non si conosce il motivo, gli esperti hanno ipotizzato nel dire che il crampo muscolare si verifica quando il muscolo già contratto esegue una contrazione ulteriore.

I crampi però possono essere il sintomo di un problema o di una condizione momentanea o permanente. Vediamo quali sono.

  • I crampi alle gambe possono dipendere dall’eccessiva assunzione di alcuni farmaci che hanno questo sintomo come effetto collaterale.

  • Sovraffaticamento muscolare

  • Problemi renali

  • Gravidanza

  • Disidratazione

  • Malattie vascolari che coinvolgono principalmente gli arti inferiori.

  • Uso eccessivo di alcolici

  • Tra le cause rare troviamo la sarcoidosi, la cirrosi epatica e l’avvelenamento da piombo.

Eolico Italia tra eccellenze nazionali e contesto di ritardi cronici

Il cronico ritardo dell’energia eolica italiana è ben documentata dagli ultimi dati a disposizione, che attestano come – contrariamente a quanto è avvenuto in altri comparti, come quello fotovoltaico – l’industria eolica sia costantemente in affanno. E il tutto, nonostante le evidenti eccellenze nazionali che arricchiscono e impreziosiscono il panorama delle eco-energie tricolori.
Ma andiamo con ordine. Sul perché l’energia eolica italiana si così in ritardo rispetto alle best performance europee ed extra europee, due motivi sembrano essere predominanti: da una parte uno scenario di incertezza normativa, contraddistinta – tra gli altri – dalle nuove tasse applicate all’eolico e da norme retroattive che hanno confuso il quadro di riferimento delle azioni; dall’altra parte l’introduzione delle ste al ribasso di cui al d.m. 6 luglio 2012, che hanno favorito sviluppatori locali, a discapito di realtà industriali di più vaste dimensioni che hanno le reali potenzialità per sviluppare l’impianto (si pensi come tra le unità che hanno avuto accesso agli incentivi con tale sistema, solo il 30% è entrato in esercizio o è in costruzione).
Ricordato ciò, e in riferimento all’ultimo punto delle determinanti che hanno rallentato lo sviluppo dell’eolico, giova altresì evidenziare come il nuovo sistema di assegnazione degli incentivi prevede che per poter distribuire i MW incentivati, si debba passare attraverso un meccanismo di aste al ribasso, sul prezzo omnicomprensivo dell’energia prodotta. Le aste degli ultimi tre anni avrebbero dunque permesso a tanti sviluppatori locali di piccole dimensioni di entrare in graduatoria (e dunque vendere più facilmente il proprio progetto una volta divenuti assegnatari dell’incentivo), offrendo poi un ribasso massimo rispetto alla base d’asta. In questo modo si è creato un nocivo meccanismo sulla base del quale gli assegnatari – avendo offerto un prezzo molto basso per entrare in graduatoria – sono ora titolari di incentivi antieconomici. Il risultato? Molti progetti sono rimasti solo sulla carta, e solo il 30% è stato realizzato o è in costruzione.
E così, mentre per il 2015 è in fase di predisposizione e di emissione un nuovo decreto che dovrebbe garantire il rispetto di requisiti più selettivi per poter partecipare alle aste, il panorama eolico italiano non può che rallegrarsi dell’esistenza di vere e proprie eccellenze globali, in grado di emergere in un clima non certo di grande supporto per un maturo sviluppo del settore. In tal proposito, sia sufficiente ricordare la felice esperienza di Veronagest, fondata da Franco Bogoni, e oggi player di riferimento grzie ai uoi 7 impianti eolici mediante i quali produce ogni anno 550 GWh di energia elettrica: quanto basta per poter soddisfare le esigenze energetiche di 160.000 famiglie italiane…